A Firenze un dialogo sulle sfide energetiche del Paese
Ridurre il costo dell’energia in Italia è oggi una delle condizioni decisive per rafforzare competitività industriale e sicurezza energetica. Da questo tema è partito il confronto promosso da Energy Square a Firenze, lo scorso 15 maggio, a cui ha partecipato anche Fondazione NEST.
Assieme a tutti i partecipanti ha contribuito al confronto sul tema della riduzione del costo dell’energia elettrica in Italia. Una sfida che non riguarda solo il mercato, ma rappresenta una condizione decisiva per rafforzare competitività, sicurezza energetica e capacità industriale del Paese. Fiscalità, reti, accumuli, flessibilità della domanda ed elettrificazione sono oggi leve strettamente interdipendenti, che richiedono una visione integrata e soluzioni capaci di agire in modo coordinato.
Da questa prospettiva si è sviluppato il “Dialogo di Alto Livello” promosso da Energy Square e ospitato nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. L’iniziativa ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e rappresentanti del sistema energetico nazionale attorno al tema “Ridurre i costi dell’energia in Italia: soluzioni operative”.
Il confronto si è aperto con la presentazione del Policy Brief di Energy Square, che propone un’agenda di interventi sul mercato elettrico e sulle principali infrastrutture della transizione. Il documento parte da una constatazione precisa: il costo dell’energia nel nostro Paese non dipende da una singola criticità, ma da un insieme di fattori che si alimentano reciprocamente.
Fondazione NEST ha preso parte ai lavori con l’intervento del Presidente Francesco Cupertino, portando il proprio contributo su uno dei temi centrali emersi durante la giornata: la transizione energetica richiede soluzioni convergenti, non interventi isolati o sequenziali.
I cinque fattori che incidono sul costo dell’energia
Nel suo intervento, il Presidente di Fondazione NEST ha ripreso l’analisi proposta da Energy Square, evidenziando i cinque principali fattori che, secondo il policy brief di Energy Square, contribuiscono ad aumentare il costo dell’energia in Italia:
- una fiscalità energetica che penalizza l’elettricità rispetto al gas, riducendo la convenienza economica dell’elettrificazione;
- un mercato elettrico che non trasferisce pienamente ai consumatori i benefici del basso costo marginale delle energie rinnovabili;
- una carenza di reti e sistemi di accumulo, infrastrutture essenziali per integrare e distribuire efficacemente la produzione rinnovabile;
- una domanda ancora poco flessibile, non pienamente in grado di rispondere ai segnali di prezzo;
- un ritardo nell’elettrificazione degli usi finali, dai trasporti agli edifici fino all’industria.
Le soluzioni non possono procedere una dopo l’altra, ma devono avanzare insieme. Una riforma fiscale può produrre effetti reali solo se accompagnata da un mercato più efficiente; allo stesso modo, le energie rinnovabili possono ridurre i costi solo se sostenute da reti, sistemi di accumulo e regole adeguate. Anche la domanda può diventare una risorsa, ma soltanto se messa nelle condizioni di partecipare attivamente al sistema.
Territori, fiducia e costo della transizione
L’intervento di NEST si è soffermato anche sul ruolo dei territori. La transizione energetica non è soltanto una questione tecnologica, industriale o normativa: riguarda anche la qualità dello sviluppo economico e sociale.
Il Presidente Cupertino ha richiamato l’articolo di IEEE Spectrum “Sardinia’s Ancient Reasons for Rejecting a Clean Energy Future”, evidenziando come rifugiarsi dietro la sindrome NIMBY (Not In My Back Yard, “non nel mio giardino”) rappresenti una lettura debole e riduttiva delle resistenze territoriali. Le comunità non possono essere semplicemente spettatrici della transizione né ostacoli da aggirare: devono diventare una voce abilitante del cambiamento.
Perché questo avvenga, la transizione energetica deve fondarsi su etica, rispetto dei territori e principi di sostenibilità condivisa, garantendo ascolto, benefici concreti e processi trasparenti. Quando manca questa legittimazione, aumentano ritardi, conflitti e costi; quando invece i territori vengono coinvolti in modo credibile ed equo, la transizione accelera e diventa più solida, sostenibile e duratura.
L’eolico offshore galleggiante come opportunità per la Puglia
Nel quadro delineato da Energy Square, Fondazione NEST ha portato anche un caso concreto: l’eolico offshore galleggiante come opportunità industriale per la Puglia.
Il territorio di Taranto potrebbe infatti assumere un ruolo strategico nella costruzione e nella messa a mare delle piattaforme, valorizzando infrastrutture portuali, competenze manifatturiere e capacità produttive già presenti. Come anche il Canale d’Otranto che offre condizioni favorevoli allo sviluppo di nuovi impianti, con la possibilità di generare energia rinnovabile a supporto di nuove filiere industriali.
Tra queste, una delle più rilevanti è quella dell’idrogeno, che potrebbe contribuire alla riconversione di settori complessi e ad alta intensità energetica, fino alla siderurgia. In questa prospettiva, l’offshore galleggiante non rappresenta soltanto una tecnologia per la produzione di energia elettrica, ma una leva di politica industriale capace di connettere energia, manifattura, infrastrutture e sviluppo territoriale.
Anche in questo caso, il nodo centrale resta la credibilità. Perché un progetto di questa portata possa essere accolto e sostenuto, servono benefici misurabili, impegni verificabili e un solido patto territoriale. La transizione deve essere non solo tecnicamente possibile, ma anche credibile e condivisa.
La sfida, oggi, è trasformare formazione, ricerca e innovazione in scelte operative. Non basta accelerare la transizione: occorre ridurne i costi, governarne gli effetti e costruire consenso nei territori. In questa direzione, il confronto aperto da Energy Square può contribuire a definire una nuova agenda per l’energia italiana, capace di coniugare competitività, sicurezza e sviluppo sostenibile.






