Il nuovo piano per la digitalizzazione energetica europea
L’Europa si trova davanti a una sfida strategica: rendere il sistema energetico più efficiente e sostenibile, riducendo al tempo stesso i costi per cittadini e imprese. La digitalizzazione energetica rappresenta una soluzione decisiva per ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti, migliorare la gestione delle reti e accompagnare la transizione verso un modello sempre più integrato e intelligente.
La nuova roadmap delineata di recente dalla Commisione europea punta a valorizzare il potenziale dell’intelligenza artificiale, dei dati e delle tecnologie digitali per rendere più efficace l’impiego delle risorse energetiche. Un obiettivo particolarmente rilevante nell’attuale contesto economico, segnato dalla volatilità dei mercati fossili, dall’aumento della domanda elettrica e dalla necessità di accelerare l’integrazione delle fonti rinnovabili. Traguardo che intendiamo raggiungere anche noi attraverso l’operatività dei nostri Spoke 5, Spoke 7 e Spoke 8.
Infatti la digitalizzazione può contribuire a rispondere a queste criticità, ma pone anche il focus su una questione fondamentale: le infrastrutture digitali, a partire proprio dai data center, richiedono quantità crescenti di energia. Il piano europeo, infatti, non si limita a promuovere l’innovazione tecnologica, ma mira a garantirne un’integrazione sostenibile all’interno del sistema.
La strategia elaborata dalla Commissione europea si articola in tre obiettivi principali:
- integrare i data center nel sistema energetico in modo sostenibile e strategico;
- rendere il sistema più data-driven attraverso soluzioni digitali e AI;
- favorire lo scambio di dati per costruire un ecosistema energetico digitale integrato.
Energia per l’Intelligenza Artificiale: l’IA può essere sostenibile?
Il primo pilastro del piano riguarda l’integrazione sostenibile dei data center nel sistema energetico europeo. Nei prossimi anni, infatti, la capacità dei data center è destinata a crescere in modo significativo, rendendo necessaria l’elaborazione di un piano per monitorare il loro impatto sulla domanda elettrica e sulle reti.
Bruxelles ha predisposto una soluzione efficace attraverso l’introduzione, a partire dalla seconda metà del 2026, di un accordo tripartito modello tra autorità pubbliche, operatori di data center e soggetti del settore energetico.
Lo scopo è quello di favorire una maggiore condivisione delle informazioni utili alla pianificazione della rete, ottimizzare la localizzazione dei nuovi progetti, aumentare la trasparenza sulle richieste di connessione e promuovere il ricorso ai PPA (Power Purchase Agreements) per l’approvvigionamento da fonti rinnovabili.
L’Europa, quindi, intende accompagnare la crescita dell’intelligenza artificiale senza compromettere gli obiettivi di sostenibilità, sicurezza energetica e stabilità delle infrastrutture.
Digitalizzazione e IA per il sistema energetico: regolarne il rapporto
Il secondo punto del piano mira a integrare le soluzioni digitali e l’intelligenza artificiale nel sistema energetico, così da ottimizzarne la gestione e l’integrazione delle energie sostenibili.
La Commissione europea ha deciso di sviluppare un catalogo di indicatori delle prestazioni per monitorare l’adozione delle nuove tecnologie innovative nei sistemi di trasmissione e distribuzione entro la metà del 2026. Inoltre, verrà elaborata anche una proposta legislativa che possa accelerare la diffusione dei contatori intelligenti, dispositivi in grado di monitorare i consumi di energia e di trasmettere automaticamente i dati al fornitore, in tutta l’Unione Europea.
Per posizionare l’UE come leader dello sviluppo di modelli IA sicuri per il settore energetico, sarà lanciata la “Community of Practice”, dedicata allo sviluppo di modelli per la pianificazione e la gestione dei dati a partire dal 2027, unita alla creazione di portali digitali che accelerino le procedure di autorizzazione entro il 2028. Per incentivare questo processo, saranno assegnati 50 milioni di euro alle tecnologie AI applicate a reti, sistemi di storage e autoconsumo, grazie ai bandi Horizon Europe.
Risolvere i problemi di gestione: dati per l’IA e il sistema energetico
L’ultimo punto previsto dal piano riguarda la governance dei dati. L’obiettivo è rendere più semplice, efficiente e prevedibile l’accesso ai dati, sia per gli usi operativi, come misurazione, fatturazione, flessibilità della domanda e ricarica intelligente dei veicoli elettrici, sia per gli usi secondari, come ricerca, analisi avanzata e sviluppo di modelli di intelligenza artificiale. L’Unione Europea desidera superare gli attuali limiti applicati allo scambio transfrontaliero delle informazioni, sia per scopi operativi sia per la ricerca e l’addestramento dei modelli IA. La disponibilità di dati immediati e affidabili è infatti fondamentale per migliorare l’efficienza del sistema energetico. Il problema è che la crescente e costante digitalizzazione espone il settore a numerosi rischi legati alla cybersecurity, soprattutto per le infrastrutture legate agli impianti di produzione di fonti rinnovabili. Alcune di queste vulnerabilità prevedono:
- manipolazione o interruzione della produzione dei dati;
- accesso non autorizzato ai dati operativi;
- infiltrazione di attori chiave nella catena di approvvigionamento;
- blackout da remoto.
La Commissione europea ha avviato una valutazione sistemica di questi rischi presenti nelle aree prioritarie, che comprendono principalmente gli impianti solari. La soluzione proposta prevede l’elaborazione di un Cybersecurity Act, che fornirà una serie di linee guida giuridiche che vieteranno, se necessario, l’uso di inverter da fornitori ad alto rischio nell’Unione Europea.
Il futuro dell’energia sostenibile
Il progetto di digitalizzazione europea trova già nelle attività dirette di NEST una messa a terra, garantendo un processo di ottimizzazione delle risorse intelligenti e data-driven. A partire dallo Spoke 5, che sviluppa convertitori elettronici di potenza, utili per migliorare la penetrazione dell’energia rinnovabile nei sistemi di conversione termica. Prosegue poi con i sistemi energetici integrati dello Spoke 7 e la sua capacità di mettere in relazione fonti rinnovabili, reti, accumuli, dati e infrastrutture. Culmina con lo Spoke 8 che sviluppa nuovi modelli di governance e di algoritmi per migliorare la sostenibilità e la resilienza nella catena di approvvigionamento.
Una struttura che Fondazione NEST usa per contribuire alla costruzione di un sistema energetico più sostenibile, efficiente e interconnesso, lavorando sull’integrazione tra ricerca, tecnologie digitali e nuove soluzioni per la transizione.
La digitalizzazione dell’energia non è quindi solo un passaggio tecnologico, ma una condizione abilitante per rendere la transizione più misurabile, coordinata e vicina alle esigenze dei territori, delle imprese e dei cittadini. È su questa direttrice che NEST orienta il proprio impegno: trasformare la conoscenza scientifica in strumenti concreti per accompagnare l’evoluzione del sistema energetico italiano ed europeo.