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Synergy Grant 2026: 50 milioni per portare la ricerca verso l’innovazione applicata

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha lanciato il Synergy Grant 2026, un bando da 50 milioni di euro inserito nel Piano Triennale della Ricerca 2026-2028, pensato per sostenere progetti di ricerca applicata e ad alta complessità scientifica sviluppati attraverso la collaborazione tra università, enti di ricerca, imprese e organismi dell’innovazione.

La misura punta a consolidare il lavoro avviato con PNRR e Piano Nazionale Complementare, trasformando competenze, infrastrutture e reti costruite negli ultimi anni in progetti capaci di generare risultati concreti. Al centro del bando c’è la costruzione di partenariati multidisciplinari integrati, in grado di affrontare sfide scientifiche e tecnologiche complesse e trasformare la ricerca in tecnologie, processi e servizi applicabili.

Chi può partecipare al bando

Le proposte devono essere presentate dagli Hub dei Centri Nazionali finanziati nell’ambito del PNRR.

Ogni progetto dovrà coinvolgere una rete articolata di soggetti: Hub di Ecosistemi dell’innovazione, Partenariati Estesi (come NEST) e iniziative PNC, insieme a soggetti esecutori già attivi nei programmi PNRR o PNC. Possono inoltre partecipare imprese, università, enti pubblici di ricerca e organismi di ricerca pubblici o privati.

La struttura del bando conferma una direzione precisa: rafforzare le alleanze tra sistema scientifico e sistema produttivo, favorendo modelli di collaborazione più stabili, organizzati e orientati ai risultati. Un elemento rilevante riguarda il ruolo delle imprese. Le attività progettuali dovranno infatti essere svolte da soggetti qualificati come imprese per almeno il 51% del costo complessivo. È una scelta che orienta il Synergy Grant verso la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale. Il bando non punta solo a sostenere nuove idee, ma a creare le condizioni perché quelle idee possano avanzare verso livelli più maturi di applicazione.

Risorse, durata e scadenze

Il Synergy Grant 2026 mette a disposizione 50 milioni di euro. Ogni progetto dovrà avere un costo compreso tra 5 e 8 milioni di euro e una durata massima di tre anni. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in lingua inglese attraverso la piattaforma telematica dedicata, dal 4 maggio 2026 al 6 luglio 2026.

La valutazione prenderà in considerazione qualità scientifica, fattibilità, solidità economico-finanziaria e capacità di valorizzare i risultati già ottenuti attraverso i programmi PNRR e PNC.

Saranno inoltre valutati il livello di maturità tecnologica atteso, la continuità operativa dei partenariati e la possibilità di generare nuove iniziative imprenditoriali collegate alle attività di ricerca.

Le aree strategiche del Synergy Grant 2026

Il bando prevede una premialità per i progetti collegati ad alcune linee considerate prioritarie per la competitività del Paese:

  • High Performance Computing;
  • intelligenza artificiale;
  • cybersicurezza;
  • tecnologie quantistiche;
  • tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario.

Sono ambiti trasversali, con ricadute su industria, salute, sicurezza, infrastrutture digitali e servizi avanzati.

La scelta conferma il peso crescente delle tecnologie abilitanti. Non settori isolati, ma strumenti capaci di accelerare trasformazioni più ampie, migliorare processi produttivi, rafforzare competenze e aumentare la capacità innovativa del sistema nazionale.

NEST e la sfida della ricerca che diventa sistema

Per Fondazione NEST, il Synergy Grant 2026 intercetta una traiettoria già concreta: costruire un ecosistema nazionale in cui ricerca, formazione, imprese e trasferimento tecnologico lavorano su obiettivi condivisi.

In questa prospettiva, Fondazione NEST, insieme agli altri Partenariati Estesi e Centri Nazionali, è chiamata a costruire nuove sinergie per prossimità tematica, mettendo a sistema competenze, infrastrutture e progettualità per ottimizzare azioni e risorse. Una direzione già avviata attraverso esperienze concrete di collaborazione, come i progetti LINES con MOST e NEST++, che rappresentano esempi di integrazione orientata ad amplificare l’impatto della ricerca e accelerarne le applicazioni.

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